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Il Museo Querini Stampalia conserva circa 400 dipinti, per lo più raccolti dalla famiglia nel corso dei secoli.
E' disponibile una web gallery, con immagini e descrizioni di circa 100 dipinti. Qui diamo alcune brevi note ed immagini di alcuni degli artisti più rappresentativi, presenti con le loro opere nella collezione.
Giovanni Bellini
(Venezia, 1426 (?) -1516)
Presentazione di Gesù al Tempio, 1469 ca.
La tavola venne attribuita per la prima volta a Giovanni Bellini dal Berenson nel 1916; fino ad allora era stata considerata un'opera di Mantegna, soprattutto sulla base di un'iscrizione apocrifa apposta sul retro probabilmente nel Settecento.
Il dipinto è stato da sempre collegato con la Presentazione di Gesù al Tempio di Andrea Mantegna oggi a Berlino, di cui ripete la composizione.
Recentemente il dipinto del Bellini è stato sottoposto ad una riflettoscopia digitale, i cui risultati sono stati particolarmente significativi. Le immagini riflettoscopiche hanno permesso la lettura di uno splendido disegno preparatorio molto marcato, con chiaroscuro.
Jacopo Palma il Vecchio
(Serinalta-Bergamo 1480 c. Venezia 1528)
Ritratto di uomo (Francesco Querini?) e Ritratto di giovane donna (Paola Priuli ?), 1528
Pittore di famiglia, Jacopo Palma il Vecchio esegue due ritratti e due sacre conversazioni per i Querini di Santa Maria Formosa.
Ritratto di uomo si accompagna a Ritratto di giovane donna di simili dimensioni, due capolavori della ritrattistica veneziana del primo Cinquecento.
Entrambe le tavole non sono finite per via della morte dell'artista, avvenuta lo stesso anno della commissione dei due ritratti queriniani.
La donna è solo abbozzata, mancano le velature finali, mentre l'uomo non è compiuto nella mano che tiene il guanto.
Giambattista Tiepolo
(XVIII sec.)
Ritratto di un Dolfin Procuratore e Generale da Mar, 1755-60
La tela venne ereditata da Giovanni Querini nel 1854 unitamente a Palazzo Dolfin a San Pantalon, dove era conservata con altre dieci grandi tele del Tiepolo. Uno dei rarissimi ritratti dipinti dal maestro, è identificabile con il ritratto postumo di Daniele IV Dolfin, eminente eroe dell'armata veneziana.
Tiepolo assegnò una statura monumentale e idealizzata all'eroe di guerra ritratto a figura intera, ponendo in risalto in primo piano la mano inguantata mutilata in battaglia e alludendo alla sua carriera sui mari con le insegne del comando navale, il cappello e il bastone da capitano posati sul tavolo.
L'opera, ritenuta un capolavoro ritrattistico del maestro veneziano, è databile tra la metà e la fine degli anni cinquanta, epoca in cui Tiepolo lavorò per i Dolfin a Udine.
Pietro Longhi e Gabriel Bella
(XVIII sec.)
Due dei nuclei più significativi della collezione sono rappresentati da trenta tele di Pietro Longhi e da sessantasette di Gabriel Bella.
Le opere del Longhi hanno il consueto formato che caratterizza la maggior parte della sua produzione pittorica: le "piccole misure" di cui parla l'anonimo Compendio delle vite de' pittori veneziani istorici.
Nel palazzo queriniano di Santa Maria Formosa oggi si trovano sessantasette dipinti di Gabriel Bella che documentano aspetti della vita veneziana del tempo, alcuni commissionati da Andrea Querini, altri di provenienza della famiglia Giustinian.
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Giovanni Bellini,
Presentazione di Gesù al Tempio,
1469 ca.
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Jacopo Palma il Vecchio,
Ritratto di uomo, 1528
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Gian Battista Tiepolo,
Ritratto di un Dolfin Procuratore e Generale da Mar,
1755-60
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Pietro Longhi
I sette Sacramenti - Il Matrimonio, 1755-57
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